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25-05-2022
La via della
Seta in Punto
26.000 km da Venezia alla capitale della Mongolia a bordo di una Fiat Punto prima serie

Due amici, una Punto del 1995 e un sogno oltre i confini
n un mondo in cui i viaggi sembrano sempre più preconfezionati e privi di imprevedibilità, la storia del Fero Vecio Team si staglia netta come una traiettoria fuori dall’ordinario: due amici, una Fiat Punto del 1995 e una voglia irrefrenabile di esplorare. Quello che poteva sembrare un progetto social divertente si è trasformato in una vera e propria odissea moderna attraverso continenti, culture e paesaggi selvaggi.
Partiti il 4 luglio da Jesolo, in provincia di Venezia, Enea D’Auria e Riccardo Garbin hanno messo su strada un’avventura che sfida i confini della routine quotidiana. La loro scelta di puntare alla Mongolia non è stata casuale: inizialmente l’idea era partecipare al celebre Mongol Rally, una gara non competitiva attraverso Europa e Asia che richiede veicoli vecchi e poco potenti, ma poi hanno deciso di costruire un percorso tutto loro




Table Of Content
- Downtown Amman: Wasat Al-Balad
- The Ancient Roman City of Jerash
- Amman Accommodation: Kempinski Hotel
- Return after a long week of memories
Da Venezia a Ulan Baatar
Nel panorama dei viaggi moderni, dove tutto sembra spesso pianificato al millimetro, l’avventura del Fero Vecio Team spicca come qualcosa di autentico, ruvido e straordinariamente umano. Non si tratta di un semplice road trip, ma di una vera impresa nata da un’idea tanto folle quanto irresistibile: partire da Jesolo con una Fiat Punto del 1995 e attraversare mezzo mondo fino alla Mongolia, seguendo le tracce leggendarie della Via della Seta.


A guidare questo progetto sono due amici, Enea D’Auria e Riccardo Garbin, che hanno deciso di trasformare un sogno in strada, chilometro dopo chilometro. Il loro viaggio ha preso il via il 4 luglio, con un’auto essenziale, una tenda sul tetto e lo spirito giusto: quello di chi non cerca la comodità, ma l’esperienza. In origine l’idea era legata al celebre Mongol Rally, ma presto il percorso è diventato qualcosa di più personale, costruito giorno dopo giorno, senza copioni, con l’imprevisto come compagno fisso.
Attraversando l’Europa e arrivando in Turchia, il Fero Vecio Team ha iniziato a immergersi in un mondo diverso, fatto di incontri, ospitalità e paesaggi sempre più lontani dall’ordinario. Da lì, il viaggio si è spinto nel cuore dell’Asia Centrale, passando per territori complessi e affascinanti come l’Iran, il Tagikistan e il Kirghizistan. Strade sterrate, deserti, montagne e altitudini estreme hanno messo alla prova non solo la resistenza del mezzo, ma soprattutto quella dei due viaggiatori.

The Ancient Roman City of Jerash
One of the best things to do in Jordan is to visit the ancient city of Jerash, considered one of the best-preserved Roman-era cities in the world. Actually, Alexander the Great originally founded Jerash (or Gerasa) as a Greek City in the 4th Century BC.

Unlike other ancient Roman cities, you’ll see little restoration; buildings are as it was during the Roman days (or how it has crumbled since). Contemplate that as you walk around exploring what’s left of cultural centers like temples, theaters, and hippodromes. White Australia has such a short, colonized history that you wouldn’t find a building under 200 years old.

You can still see the Greek inscriptions in the crumbling remains of the façade that once faced the city. About three hundred years later, the Romans took control where it grew to be one of the most impressive Roman cities to ever exist.
Amman Accommodation: Kempinski Hotel
Uno dei momenti più intensi è stato l’attraversamento dell’Afghanistan e l’arrivo a Kabul, tappa delicata e potente, vissuta tra difficoltà logistiche e una sorprendente umanità incontrata lungo il cammino. In molti luoghi, ciò che resta non è solo la fatica del viaggio, ma i gesti delle persone: un aiuto improvviso, un pasto condiviso, una conversazione che supera ogni barriera.

Tra le tappe più iconiche c’è senza dubbio la Pamir Highway, una delle strade più alte del mondo, dove la Punto si è arrampicata oltre i 4.600 metri, diventando simbolo di resilienza e determinazione. Non sono mancati problemi tecnici, piccoli guasti e momenti di incertezza, ma ogni ostacolo è stato affrontato con ironia e spirito di squadra, lo stesso che ha reso questa avventura così seguita e sentita anche online, attraverso i racconti pubblicati su Instagram su @ferovecio_team.
Arrivare in Mongolia, con i suoi spazi immensi e la sensazione di essere davvero ai confini del mondo, ha rappresentato il culmine di un’estate irripetibile. Ma il viaggio non si è fermato lì: il ritorno verso casa, passando per Russia, Baltici, Polonia e Austria, ha chiuso il cerchio di un’impresa che non è stata soltanto geografica, ma profondamente personale. La storia del Fero Vecio Team è, in fondo, un promemoria nerd e bellissimo: il mondo è enorme, strano, complesso… e vale ancora la pena attraversarlo davvero, con mezzi improbabili, idee coraggiose e quella sana follia che trasforma un vecchio motore in un’avventura epica.
Return After A Long Week Of Memories



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